Vallerano - Posizione e Storia

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Vallerano sorge su un’altura del versante orientale dei Cimini ed è incastonato in un paesaggio prevalentemente collinare, dove la nota dominante è il verde intenso delle chiome dei castagni e dei noccioleti le cui colture occupano l’80% del territorio, costituendo la voce più importante dell’economia locale. Varie sono le teorie proposte per spiegare il nome Vallerano e, tra queste, quella che fa derivare il toponimo dal latino “vallis”, la posizione del paese rispetto alle alture di tufo circostanti, e quella che afferma ch e il vocabolo deriverebbe da “vallum”, le fortificazioni del borgo medievale che ancora oggi sono visibili con tratti di mura rafforzate da torri cilindriche.


STORIA

Le origini di Vallerano sono antichissime, le prime tracce di insediamento sono fatte risalire all’età del bronzo come testimoniano i reperti archeologici presenti in località Poggio Castello. Successivamente Vallerano fu integrato nel territorio dell’Etruria, testimoniato dalla presenza di numerose tombe etrusche, violate e saccheggiate in periodi diversi, e utilizzate in epoche successive prima come abitazioni e poi come fienili, stalle e ripostigli per conservare alimenti o per ricoverare animali domestici.
Dopo la dominazione dei Romani, e incursioni barbariche che portarono devastazioni e distruzioni, Vallerano entrò nel Patrimonium Sancti Petri, con l’atto di donazione che papa Adriano IV fece tra il 1154 e il 1159, e vi rimase per lungo periodo.
Il centro storico mantiene le caratteristiche della forma del Castrum medievale che venne edificato sulla parte inattaccabile dell’avvallamento naturale dai primi abitanti di queste terre, con torrioni angolari, mura, bastioni e porte d’ingresso.
A Vallerano non sono mancati passaggi da un possedimento ad un altro, tra i quali si annoverano Viterbo (1188), ai Di Vico (1188-1278) e poi agli Orsini e di nuovo alla città di Viterbo per ritornare sotto gli Orsini nel 1306. In seguito all’Ospedale Santo Spirito in Sassia e poi nuovamente sotto lo Stato Pontificio per essere infeudato a Domenico Ronconi di Rossano. Intorno al 1500 fu assegnato alla proprietà della Camera Apostolica per poi passare a Pier Ludovico Borgia e, infine, ai Farnese fino a quando, con la distruzione del Ducato di Castro del quale Vallerano, sotto Ranuccio il Vecchio, entrò a far parte, ritornò nel possesso dei pontefici intorno al 1785.
Nel 1870, infine, Vallerano entrò a far parte del Regno d’Italia.