Soriano nel Cimino - Posizione e Storia

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“Sospesa come un nido d’aquila sulla punta di una roccia sporgente dai fianchi del Monte Cimino”.
Queste le parole di uno storico viterbese di due secoli fa che descrive con elegante maestria la posizione geografica del Comune di Soriano nel Cimino, posto a 509 m sul livello del mare, alle pendici del Monte Cimino, che si distende sulla cima tondeggiante e sui fianchi di un’altura caratterizzato da due diverse forme di insediamento urbanistico.
La prima fase di insediamento ha generato uno scenario urbano medievale sviluppatosi attorno al castello mentre la seconda, di tipo rinascimentale, si concentra intorno al prestigioso Palazzo Albani Chigi e alla famosa Fonte di Papacqua.
Intorno al paese predomina il bosco con una vegetazione ricca di castagni cedui, da frutta, aceri, acacie e carpini e da preciso punto fini alla cima, è caratterizzata esclusivamnte da faggi.
Diverse sono le scuole di pensiero sull’origine del nome Soriano e, tra queste, quella che afferma che il vocabolo trarrebbe origine da una contrazione del termine Sorinianum con il quale sarebbe stato indicato un pagus alle dipendenze delle due Surrine: quella di Vetus o quella Nova. Altra teoria interessante è quella secondo la quale il termine potrebbe essere di origine etrusca e risulterebbe composto da surus (tronco, bosco) e dalla desinenza ianus (indicante luogo), significando così luogo boscoso.


STORIA

Soriano nel Cimino è di origine etrusca o fenicia, anche se la nascita affonda le sue radici molto più lontanto, forse era già abitata in epoche preistoriche.
Alcuni studiosi hanno pensato che si trattasse della Surrina Vetus, distrutta dai romani e,
dall’analisi dei reperti archeologici, si è evinto che furono numerosi i nuclei abitati nel periodo etrusco e oltre 30 piccoli centri nel periodo romano.
Tra l’ VIII e il XIII secolo si ebbe una forte presenza di insediamenti monastici soprattutto benedettini, questi crebbero tanto da provocare lo sviluppo di villaggi limitrofi.
Il documento più antico risale all’VIII secolo: il Chronicun all’interno del quale sono nominati un Fundus Seriani e un Fundus Corviani che furono nel 747 donati da Carlo Manno al monastero di S. Andrea in Fulmine.
Nel 1278 iniziò la signoria degli Orsini con la cacciata da Soriano degli eretici Guastapane, fondatori di un palazzo torre che costituì il nucleo originale della Rocca, e Nicolò III, zio di Orso Orsini, la scelse come residenza estiva.
Gli Orsini rimasero in possesso fino al 1364-1366, quando la Rocca fu venduta alla Santa Sede e, in quest’epoca, si costruisce una cinta muraria con quattro porte, di cui la principale era Porta Ponte, d’accesso alla città per difendere il borgo sorto precedentemente.
Nel 1560 Il Cardinal Madruzzo acquistò il Castello di Soriano e un altro nipote, Lodovico Madruzzo restaurò la Rocca inserendovi elementi rinascimentali e fece costruire la monumentale fonte Papacqua e il vicino palazzo.
Dopo varie vicende e proprietari, la Rocca venne acquistata dagli Altemps che per 136, fino 1715, rimasero signori del feudo.
I successori furoni gli Albani che portarono a compimento il Palazzo di Papacqua, ai quali successero i Chigi che, pur rimanendo i proprietari del Palazzo di Papacqua, rinunciarono ai loro diritti feudari in favore della Santa Sede che ne ebbe il possesso fino al 1870.
La Rocca venne destinata a carcere con il passaggio al Governo della Chiesa, funzione che ha continuato a svolgere fino a non molti anni fa.