Codice del turismo, sostegno al settore e tutela dei consumatori

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Il 7 ottobre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il Codice del Turismo, che risponde ad un esigenza di semplificazione e riordino della legislazione in materia, che turisti ed operatori del mercato del turismo attendevano da tempo.

Il Codice del turismo, costituito da 74 articoli suddivisi in 7 Titoli, individua le competenze statali in ambito turistico, propone un nuovo concetto di impresa turistica, disciplina le professioni turistiche, le strutture ricettive e le agenzie di viaggio, definisce le tipologie di prodotto turistico, e fissa alcune norme per la tutela del turista.

Il decreto legislativo recante il "Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo" persegue infatti diversi obiettivi concorrenti, tra i quali quelli di assicurare la ripartizione degli interventi pubblici di settore per settori omogenei; garantire una moderna regolazione del mercato turistico in linea con le legislazioni europee; favorire la modernizzazione dell'erogazione dell'offerta turistica attraverso l'adeguamento della disciplina vigente alle migliori tecnologie informatiche, di sicurezza, di tutela ambientale; prevedere incentivi e sostegni mirati per le piccole e medie imprese turistiche; adottare strumenti di semplificazione e di riduzione degli adempimenti a carico degli operatori del settore.

Uno degli intenti del nuovo Codice del turismo è quello di stimolare lo sviluppo del settore. Un obiettivo molto simile e forse anche più ambizioso è stato proposto da Confindustria, Federturismo e PriceWaterhouseCoopers nel loro "Piano nazionale" del turismo che prevede di raddoppiare il PIL proveniente da tutta la filiera turistica entro il 2020, attraverso cinque azioni strategiche.



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